10 gennaio 2013
 Posted by ingrid

A swedish interview

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Sono cresciuta in Italia, ma ho passato quasi tutte le mie estati in Svezia, ricordo i ritorni a scuola e il senso di alienazione che li accompagnava, interminabili attese alla fermata dell’autobus, ritardi dei professori, laboratori di chimica e palestra con mattonelle risalenti all’epoca in cui il liceo Dante era ancora il Regio Liceo Ginnasio Dante. Passavo le prime settimane a dire che in Svezia le cose funzionavano e mi si rispondeva che gli svedesi erano “naturalmente propensi” ad essere un popolo civile. A questo non ho mai creduto e a chi oggi mi dice che gli italiani non sono “pronti” rispondo che non esiste una propensione naturale ma è la forte presenza delle istituzioni in materie di educazione civile, protezione dei diritti, promozione di buone pratiche che ha formato le coscienze di milioni di svedesi che non erano “pronti”.

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