27 marzo 2013
 Posted by maria
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Anagrafe, certificati e ritardi

Lunedi mattina ho appuntamento con Ingrid e Lorenza  all’Anagrafe di Firenze per richiedere il loro Certificato di stato civile necessario per il matrimonio in Svezia.
Sono convinta di dovermi precipitare appena sveglia in Palazzo Vecchio passando per le orde di turisti delle vie del centro che percorso a piedi o in bicicletta poco cambia, è una corsa ad ostacoli fra bandierine e bivacchi, cappellini dell’Italia e di paesi lontani che si congiungono a creare un serpentone umano senza fine. Sono giorni di pioggia e non sarà un risveglio facile.
Verso la mezzanotte della Domenica, mi sorprende un sms, Lorenza: “Confermiamo domani mattina per Parterre”. Trasalendo mi chiedo “Parterre?”
Ebbene sì, contrariamente alle mie aspettative l’ufficio anagrafe del Comune di Firenze si trova al Parterre, un progetto polifunzionale di riqualifica datato anni ’90 che non solo versa in stato di desolato semi-abbandono ma, non me ne voglia l’architetto Martini, è uno degli esempi più tristi di intervento urbanistico degli ultimi 20 anni.

Vi starete chiedendo cosa c’entra questo con le spose… c’entra eccome! Perché se sei donna e vuoi sposare una donna non solo devi svegliarti alle 7 del mattino per richiedere un certificato di stato civile (questo vale per quasi tutti i matrimoni),
tu dovrai anche pagare un traduttore e far tradurre in 2 lingue, inglese e svedese, il tuo certificato e lo dovrai portare con te in un viaggio lungo svariati km, e per fare tutto questo dovrai recarti al Parterre la sintesi architettonica della solitudine umana.

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One comment on “Anagrafe, certificati e ritardi”

  1. Giulia Reply

    e comunque, ormai che anche qui sembra di stare in Svezia (bada te come si deve andare in giro tutta imbacuccata una il 27 di agosto) via, diamoci una mossa e legalizziamo questi matrimoni.

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