21 dicembre 2012
 Posted by lorenza
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Mamma Europa salvaci tu!

Nonostante la natura frivola di questo blog (se frivola può dirsi l’organizzazione di un matrimonio) vogliamo dare qualche spunto di riflessione sul contesto in cui ci muoviamo.
Il motivo per cui ci faremo migliaia di km per “dire sì” è noto a tutti: in Italia per persone dello stesso sesso non è possibile sposarsi ma detto così è banale.
Allora ho trovato alcuni dati che ci fanno capire che la questione delle unioni civili è una priorità per molti, non soltanto per gli omosessuali, tanto che il Parlamento europeo ha più volte sollecitato gli Stati membri ad adeguare il proprio sistema giuridico in tema di diritti civili e tutela delle minoranze!
L’immagine parla da sola e racconta di un’Europa frammentata dove tutti fanno un po’ come vogliono ma dove spicca quel rosso acceso dell’Italia che ci dice “Italy NO LAW“.
Se volete deprimervi un po’ andate sul sito del The International Lesbian and Gay Association dove potete visualizzare delle mappe mondo sui diritti LGBT…
Ecco un estratto da wikipedia sulle Unioni Civili:

Il 13 Marzo 2012 il Parlamento Europeo ha votato a maggioranza una risoluzione, secondo la quale gli Stati membri dell’Unione europea (fra cui ovviamente l’Italia) non devono dare al concetto di famiglia “definizioni restrittive” allo scopo di negare protezione alle coppie omosessuali e ai loro figli. Immediatamente dopo, il 15 Marzo 2012, e quindi senza appoggiarsi sulla Risoluzione, ma arrivando indipendemente a conclusioni simili, la Corte di Cassazione italiana depositava una sentenza molto importante sul tema, la n. 4184/2012.
La sentenza 4184/2012 della Suprema Corte di Cassazione: verso un pieno riconoscimento della famiglia omosessuale
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 4184/2012, depositata il 15 marzo 2012, ha affermato che, in alcune specifiche situazioni, le coppie omosessuali hanno il pieno diritto di rivolgersi al giudice per far valere il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.
Nella stessa pronuncia si afferma che i componenti della coppia omosessuale, a prescindere dall’intervento del legislatore in materia, sono titolari del diritto alla vita familiare, del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni.
La Corte ha inoltre precisato che la differenza di sesso non è più da considerare quale elemento naturalistico del matrimonio.

Secondo la massima (cioè il riassunto ufficiale) della sentenza il matrimonio contratto all’estero non è trascrivibile nei registri dello stato civile italiano. Tuttavia, esso può produrre effetti anche in Italia, quali il sorgere del diritto della coppia gay alla vita familiare e all’unità della coppia.
La I Sezione civile del Tribunale di Reggio Emilia si è spinta oltre. In una recentissima Sentenza, ha affrontato il problema della definizione di “coniuge” ai fini del diritto al permesso di soggiorno. Giudicando il caso di un italiano sposato con cittadino extracomunitario in Spagna ha sancito che “il termine coniuge non può essere interpretato secondo la normativa italiana”, ma secondo il diritto comunitario. E quindi ha riconosciuto, ai fini del permesso di soggiorno, il matrimonio contratto in Spagna da due uomini, l’uno italiano, l’altro extracomunitario (nel caso, uruguayano).Al giovane uruguayano è stato concesso, in basea tale sentenza, il permesso di soggiorno. È la prima volta in Italia. Per essere più precisi, il Tribunale, come la Cassazione nella sentenza di cui sopra, non ha riconosciuto il matrimonio, ma, sulla base di tale atto, il diritto della coppia gay ad avere una vita familiare in Italia.

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4 comments on “Mamma Europa salvaci tu!”

  1. Marycriss Reply

    Speriamo tanto!!!!!!

  2. Sara Reply

    Ciao ragazze ho appena visto il servizio su la7, volevo solo farvi un grosso in bocca al lupo!

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